Francesco Bettella, un’ondata di emozione dopo la medaglia

Dopo il bronzo, un’ondata di affetto e di emozione: non si contano i messaggi che anche in queste ore continuano ad arrivare all’indirizzo di Francesco Bettella, ancora una volta sul podio Paralimpico.
Testimonianze di amicizia e di stima per un atleta che continua a “lasciare il segno”, con le sue imprese e la sua caparbietà.

Dal governatore del Veneto Luca Zaia al sindaco di Padova Sergio Giordani, anche le istituzioni hanno espresso il loro plauso al nostro Francesco, che ancora una volta è riuscito ad “alzare l’asticella” portando a casa un risultato che poteva sembrare irraggiungibile e gli è costato non pochi sacrifici. In tribuna, ieri, hanno festeggiato la medaglia anche il presidente del Cip Luca Pancalli, il capodelegazione Juri Stara e il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali.

«Bravo Francesco – è stato il commento del governatore Zaia – e grazie da tutto il Veneto che ama le sfide impossibili e di solito, come nel tuo caso, le vince! (…) E’ una storia straordinaria, quella di Bettella che, trovando la forza di gettarsi in piscina, ha combattuto, e combatte, una grave neuropatia genetica di cui soffre»

«Come nel 2016, quando aveva regalato la prima medaglia all’Italia anche a Rio, Francesco porta ancora una volta ai massimi livelli dello sport la nostra bellissima Padova!», ha scritto in un post il primo cittadino Sergio Giordani.

«Sono molto contento – racconta Francesco, ripercorrendo le emozioni vissute mercoledì scorso – ancora una volta la mia è stata la prima medaglia per la delegazione italiana e questo è motivo di forte soddisfazione. E’ una medaglia che arriva dopo un periodo sofferto, nelle ultime settimane avevo accusato anche un problema alla spalla. Ci sarebbero tantissime persone da ringraziare, prima di tutto voglio ringraziare il mio allenatore Moreno Daga, un maestro oltre che un allenatore. Un grazie speciale anche alla mia società, la Civitas Vitae, al gruppo sportivo delle Fiamme Oro e alla Padovanuoto che mi ha permesso di allenarmi anche in un periodo in cui non era scontato. Questa medaglia ripaga gli ultimi anni che sono stati molto difficili a livello sportivo e a livello personale».

Fra i tanti messaggi che sono arrivati, anche quello della sua professoressa della scuola media Maria Gabriella Cajati: «Pur lontana, sento il piacere di congratularmi con te, di associarmi a lanciare inni di gioia, a partecipare al grande senso di festa provato dai tuoi cari e da tutti gli amici di adesso e di un tempo, a condividere il successo che hai raggiunto nello sport, lo stesso traguardo ottenuto negli studi, nel lavoro e nel rapporto con tutti coloro che sono passati lungo il tuo cammino. Il momento di raccogliere successi è arrivato e tutti noi, qui ed ora, ce ne rallegriamo, compresi coloro che appartengono alla tua adolescenza e che conservano la tua immagine nel cuore. Rivedo con gioia sulle foto della tv e dei giornali il tuo senso di soddisfazione per il successo raggiunto, per l’equilibrio mantenuto, per la capacità di controllo delle emozioni, per una vittoria costruita un po’ alla volta, senza fretta: lo stesso metodo che noi insegnanti abbiamo sempre ammirato nel tuo studio caparbio, spinto dalla volontà di costruire e migliorarsi».

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