Francesco Bettella: di nuovo in vasca con lo sguardo puntato ai mondiali di Madeira

Le due medaglie di Tokyo – e l’accoglienza festosa e commossa ricevuta al suo ritorno a Padova – gli hanno regalato nuovi stimoli.

Dopo un meritato riposo Francesco Bettella, plurimedagliato campione paralimpico di nuoto (specialità 50 e 100 dorso) lo scorso ottobre è tornato di nuovo in acqua, con la costanza e la determinazione di sempre, affiancato dall’allenatore Moreno Daga.

Il suo sguardo è già puntato sull’orizzonte di Madeira, dove dal 12 al 18 giugno 2022 sono in programma i campionati mondiali di nuoto paralimpico.

Il periodo difficile che aveva preceduto i trionfi di Tokyo sembra alle spalle, Francesco ha ritrovato energia, positività e determinazione portando anche in vasca lo stesso spirito con cui affronta le sfide difficili che la vita gli ha messo e gli mette ogni giorno davanti a causa della malattia neurodegenerativa da cui è affetto.

«Dopo Tokyo ho iniziato ad allenarmi anche in palestra, due volte alla settimana – racconta il campione, tesserato con Civitas Vitae Sport Education – e per il momento sono molto contento di questa novità che mi consente di affinare la mia preparazione. Mi sento sereno, ho ancora negli occhi e nel cuore i l’accoglienza grande che mi è stata riservata per festeggiare le medaglie e che mi ha commosso e sorpreso.  I mondiali sono vicini ma anche le Olimpiadi di Parigi in programma nel 2024 non sono poi così lontane, sono fiducioso e determinato». Il prossimo appuntamento in vasca sarà invece la tappa di coppa del mondo di Lignano in programma dall’11 al 13 marzo 2021.

Se per il nuotatore padovano si apre una nuova stagione in acqua, Francesco ha intrapreso di recente anche una nuova avventura professionale fuori dall’acqua: da gennaio ha infatti iniziato un  dottorato in Neuroscienze, un percorso triennale interfacoltà medicina/psicologia. «Sarò impegnato in una ricerca relativa allo sviluppo di un esoscheletro per la riabilitazione per ambienti esterni: al momento infatti gli esoscheletri presenti sul mercato possono essere utilizzati solo negli ambienti interni. È una sfida importante – racconta – il fatto di poter lavorare fianco a fianco con laureati di diverse facoltà, dalla medicina all’ingegneria, è di grande stimolo per me».

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